Programma terapeutico PDF Stampa E-mail

 

Le regole, i tempi e le ritualità della dimensione comunitaria introducono una modalità di vita nella quale il soggetto può utilizzare le proprie abilità ed elaborare, anziché fuggire, le situazioni di impasse e di difficoltà. In questo modo l’omnipervasività del sintomo può interrompersi o almeno -grazie a una determinata organizzazione della vita quotidiana- condurre a una maggiore governabilità del sintomo e a una limitazione dei suoi effetti deleteri.

 

COLLOQUI INDIVIDUALI E ATTIVITA' TERAPEUTICHE DI GRUPPO

Oltre ai colloqui individuali con psicologi, psichiatri e psicoterapeuti nei quali è possibile esprimere problematiche difficilmente manifestabili in una situazione collettiva, sono previsti gruppi terapeutici monosintomatici per tre volte la settimana nei quali i pazienti possono confrontare e mettere in parola la propria sofferenza al fine di diminuire il livello angoscioso; ogni gruppo è condotto da psicoterapeuti e psicologi esperti nella terapia di gruppo.

 

RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE

La riabilitazione nutrizionale è svolta –oltre che con i pasti assistiti- anche attraverso colloqui individuali con il dietista e il nutrizionista e incontri di gruppo su temi legati all’alimentazione e al sintomo.

La riabilitazione nutrizionale, rappresenta il fulcro su cui ruota l’intervento del medico nutrizionista e della dietista riguardo il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).

A livello residenziale/semiresidenziale la riabilitazione nutrizionale consiste nello “spogliare” il pasto (che per definizione è il momento più ansiogeno) dalle paure e dalle ossessioni che normalmente vi ruotano intorno.

Il paziente non conosce il tetto calorico del menù che sta assumendo, che viene visto esattamente come una medicina, delegando l’atto del nutrire esclusivamente al terapeuta.

Le paure residue che ovviamente comunque il pasto genera, vengono “raccolte” dai terapeuti (nutrizionisti, dietiste, psicoterapeuti) e rivalutate insieme, restituendole al paziente attraverso un processo di ristrutturazione cognitiva, che può avvenire in terapia individuale, di gruppo o in entrambe le situazioni

 

BIOIMPEDENZIOMETRIA

La bioimpedenziometria (o BIA), è un esame di semplice esecuzione, del tutto indolore, facilmente riproducibile, che dà al medico o al dietista una vera e propria “miniera” di informazioni:

- Ci permette di scomporre il peso corporeo valutato con la bilancia nelle sue costituenti (massa grassa, massa magra, liquidi), dandoci nel contesto i valori di riferimento calcolati per età, sesso, peso ed altezza;

- Ci permette di valutare il metabolismo basale del soggetto;

- Ci permette di valutare lo stato nutrizionale del soggetto.


Tutto questo avviene attraverso la lettura critica da parte dello specialista di alcuni parametri che la macchina ci fornisce; questi sono:

L’angolo di Fase

Indica lo stato di nutrizione del soggetto.

Se questo valore è al di sotto del limite minimo del valore di normalità, ciò sta ad indicare che nel tempo si è avuto un processo di distruzione della massa muscolare/cellulare, chiamata “gluconeogenesi”= produzione di “zuccheri” a partire dalle proteine del corpo. Questo fenomeno si realizza solitamente in presenza di restrizione alimentare o di digiuno come risultato di un insufficiente introduzione di carboidrati (soprattutto complessi: pasta, pane, riso, ecc.).

Se questo valore è nel range di normalità, questo vuol dire che l’organismo è in “equilibrio” nutrizionale

Se questo valore è al di sopra del limite massimo del valore di normalità, ciò sta ad indicare che l’organismo stà ricostruendo la massa muscolare/cellulare distrutta.

La Massa Muscolare

Rappresenta la “punta di diamante” delle cellule metabolicamente più attive nel nostro organismo.

E’ quindi la “maggior azionista” del metabolismo basale (maggiore è la massa muscolare, maggiore sarà il metabolismo basale)

La massa muscolare, però, rappresenta anche la parte metabolicamente “più fragile” del nostro organismo (sono cioè quelle cellule che il nostro organismo distrugge per prime per trasformarle in zucchero in caso di alimentazione qualitativamente/quantitativamente non equilibrata).

La Massa Cellulare Attiva

Rappresenta l’insieme di tutte le cellule che bruciano energia nel nostro organismo oltre le cellule muscolari.

Sono le cellule che vengono eventualmente coinvolte in “seconda battuta” dopo la distruzione muscolare, nel caso in cui l’alimentazione non equilibrata qualitativamente o quantitativamente si protragga nel tempo.

La massa grassa:

Se questo valore è al di sopra del limite massimo del valore di normalità, questo può dipendere da diversi fattori:

la predisposizione biologica;

a presenza di continue oscillazioni ponderali che comportano una sempre maggiore possibilità di incrementare la massa grassa;

la presenza nella storia nutrizionale di abbuffate alimentari, in cui vengono ingeriti proprio alimenti ricchi di grassi;

l’utilizzo di alimenti palatabili durante i pasti principali;

La distruzione di massa muscolare/cellulare (che quindi ci fa bruciare di meno con conseguente predisposizione al “deposito”)

I liquidi totali

Gli esseri umani sono costituiti per circa il 60 % di acqua che ritroviamo in tre compartimenti:

- All’interno delle cellule (intracellulari)

- All’esterno delle cellule (extracellulari)

- Nei vasi

Avere una quantità normale di liquidi totali è una ulteriore conferma del buon stato di nutrizione dell’organismo.

I liquidi extracellulari

Normalmente lo spazio extracellulare rappresenta una “zona di parcheggio” per i liquidi che sono in attesa o di essere “incorporati” nelle cellule in formazione, o di essere eliminati attraverso l’ingresso nei vasi sanguigni prima e dal rene poi.

L’angolo di fase ci dice se ci troviamo di fronte alla prima o alla seconda ipotesi.

Il Metabolismo Basale

E’ la quantità di energia che ogni giorno il nostro corpo utilizza per le funzioni vitali.

Se è alto, vuol dire che già in condizioni di “base” tendo a bruciare molto e quindi ad “incamerare” poco.

Dipende (come abbiamo detto), prevalentemente dalla massa muscolare del soggetto (e quindi dal suo stato nutrizionale qualitativamente/quantitativamente parlando).

Diete non equilibrate/digiuni/semidigiuni, non fanno altro che farmi distruggere massa muscolare e/o cellulare con conseguente riduzione del metabolismo basale.

 


Oltre alle attività di carattere esclusivamente psicotrerapeutico e nutrizionale sono previste una serie di iniziative di tipo ludico-riabilitativo che inducono i pazienti a socializzare e favoriscono la permanenza nella struttura. Vengono svolti laboratori artistici, di videofilm e gruppi di psicomotricità e attività sportiva in piscina.

 

ATTIVITA' MOTORIA (RIVOLTA A PAZIENTI AFFETTI DA OBESITA' E BED)

L’attività sportiva -impostata secondo un programma personale e in base alle singole patologie e alle possibilità fisiche di ognuno- viene supervisionata dagli operatori tranne nei casi in cui non ricorrano le condizioni in cui il soggetto possa svolgerla in maniera autonoma.

 

PSICOMOTRICITA'

L’immagine corporea, secondo la definizione di Schilder, è l’immagine del corpo che si forma nella mente e cioè il modo in cui il nostro corpo ci appare.
L
’attività psicomotoria diventa un valido supporto al trattamento dei disturbi alimentari  in quanto,  attraverso il movimento focalizza l’intervento sulla migliore e più consapevole percezione di sé, del proprio corpo e degli altri, agevola il processo di integrazione psicosomatica e consente al soggetto una posizione attiva all’interno della relazione d’aiuto.
Dall’attività psicomotoria è bandita la fatica, il gesto  e il movimento non inseguono la perfezione kinesiologia. Il lavoro si svolge prevalentemente in coppia o in gruppo, ma valorizza l’intervento di ognuno. La seduta si chiude con la verbalizzazione o con una rappresentazione grafica relative all’attività svolta come momenti di focalizzazione dell’attenzione e come presa di consapevolezza.
Lo spazio della seduta è :

- il luogo della rassicurazione

- il luogo del piacere senso motorio

- il luogo del gioco simbolico

- il luogo della distensione, del riposo e del rilassamento


 

Lo psicomotricista è punto di riferimento, capace di ascoltare senza interpretare (assenza di giudizio) utilizzando una conduzione non direttiva, ma autorevole.

Villa Miralago si avvale della presenza di due psicomotriciste, Framarin Cristina e Ursino Valeria sotto la supervisione della Dott.ssa Maria Rosa Madera Psicologa Psicoterapeuta Psicomotricista direttrice di I.P.S.E  Scuola Triennale di Psicomotricità di Varese.


LABORATORI DI FILOSOFIA

Un aspetto importante sono i laboratori di filosofia, condotti dal Dott. Michele Rugo, Responsabile Clinico di Villa Miralago. L’incontro della filosofia con la cura ha rappresentato una sfida, dimostratasi molto feconda sia nell’impegnarsi con le pazienti, sia nella gestione di gruppo con i familiari.
L’esistenza rimane un compito, chiarirne le modalità rappresenta una riconfigurazione del proprio vissuto. Nella relazione d’aiuto filosofico ciò che si cerca all’interno del gruppo è una configurazione altra rispetto al tema della sofferenza. Vi è una dimensione esistenziale ineludibile del dolore che, prima di divenire disturbo, sintomo, appartiene ad ogni uomo. Rintracciare l’autentica domanda che si cela dietro ogni esistenza significa, attraverso una nuova conoscenza, sottrarre potenza alla sofferenza. L’identità, riconfigurata all’interno di una nuova richiesta di senso, potrà infatti divenire consapevole della propria forza nel dominare il dolore. Ciò che rende particolare l’ascolto filosofico è che l’attenzione stessa portata sulla domanda di senso, è già un nuovo senso, che permette di guardare in modo diverso non solo al mondo che ci circonda ma anche a quello interiore. Nel disturbo si configura infatti un mondo e il sintomo diviene il luogo dove sperimentare tutte le emozioni. Nessuno abita un mondo neutro, oggettivo. Ognuno abita la porzione di mondo che è riuscito a rendere per lui significante. Per questo il mondo che si delinea, è frutto di conoscenze, credenze, tonalità emotive. Sottrarre il proprio dolore alla sfera della pura soggettività, è acquisire un nuovo punto di vista sulla vita. Guidare il gruppo verso questa prospettiva significa fare qualcosa per restituire ai singoli la (o più spesso, delle) libertà di scegliere. Dominando il cibo e, di riflesso, le forme corporee, il soggetto si illude di essere padrone della propria identità; è così che il compito su cui misurare la propria esistenza, viene ridotto a sintomo, perdendo quegli orizzonti di significato che ogni doloroso domandare reca in sé. In tal senso diviene basilare comprendere la parte di mondo che il sintomo ha fatto sua; non tutta la realtà in genere viene aggredita dal sintomo, rimangono sempre delle parti di mondo con cui entrare in dialogo. Entrare dentro la visione del mondo dell’altro è abbandonare le proprie certezze, in ascolto della sfida che la prospettiva dell’altro rappresenta. Restituire il soggetto alla propria lotta significa consegnargli il compito fondamentale di ogni esistenza, non privata dal dolore, non ripulita dal danno, ma risignificata alla luce di una nuova consapevolezza.

Ogni attività è finalizzata a ricostituire un rapporto con il corpo assai differente da quello che è spesso diventato sintomo nell’Anoressia-Bulimia cioè di tipo atletico esasperato o al contrario di tipo autistico derealizzato.

 

LABORATORI ARTISTICI

Durante i laboratori artistici vengono prodotti collane, anelli e accessori.

 

Federica Croci si occupa dell’organizzazione e della realizzazione di opere d’arte micro e macroscopiche al fine di sublimare gli interessi di ciasun paziente e permettere l’espressione del proprio mondo interiore attraverso la produzione dell’opera.

L'Atelier di libera espressione è pensato come uno “Spazio magico” dove dare espressione ai vissuti della propria storia personale, alle percezioni, ai sentimenti e all’immaginazione, attraverso il linguaggio verbale e non, dove le tecniche artistiche sono al servizio del “fare”.
L’Atelier è uno spazio e un tempo per inventare e creare, attraverso mescolanze e sovrapposizioni e mediante i linguaggi espressivi del disegno, della pittura, della scultura e della narrazione.
Dal gesto creativo all’intuizione, dall’intuizione al gesto creativo, per sperimentare il contatto con la materia.
L’Atelier di libera espressione utilizza strumenti e metodi anche dell’arteterapia.

Biagio con la sua “Bottonciamo” e con "Mastro Geppetto" affianca Federica nelle attività artistiche con la produzione di gioielli utilizzando bottoni e materiali antichi.

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"Bottonciamo" nasce dall'idea di utilizzare e trasformare alcuni materiali, in questo caso i bottoni. Così abbinando con gusto un po' retrò i bottoni a nastri e perline  nascono: anelli, bracciali, orecchini e collane. La socializzazione, il confronto e l'aiuto tra gli ospiti nel creare, sono alcuni degli scopi di questo atelier.

Nell'atelier "Mastro Geppetto" si costruisce con il legno e si restaurano piccoli mobili. Con l'ausilio di attrezzature adatte e con piccoli consigli si raggiunge lo scopo prefissato. La progettualità, realizzata attraverso il recupero e il rinnovamento di vecchi materiali, è lo scopo di questo atelier.

 

Il laboratorio musicale consiste nell’ascolto in gruppo (in genere monosintomatico) di brani musicali di diverso genere (new age, classica, leggera italiana, pop, rock, etnica, etc..) alcuni proposti dall’educatrice, altri dai membri del gruppo stesso, dopo aver fatto una ricerca attiva sui brani per loro particolarmente significativi.
Dopo aver ascoltato ogni singolo brano, le persone sono libere di verbalizzare, rispettando il tempo dell’altro, ed esprimere l’eventuale immagine, emozione, ricordo, pensiero che il brano, la sua musicalità, le sue parole, il suo ritmo e la sua melodia, in quel momento sta suscitando in loro.
Non ci sono risposte giuste o sbagliate. L’educatore è punto di riferimento, capace di ascoltare senza interpretare. Quest’attività si pone come obiettivi principali:

- favorire e migliorare la socializzazione e la coesione

- favorire e migliorare la conoscenza tra i membri del gruppo

- favorire  l’ascolto, il rispetto del pensiero altrui e del turno di parola


L’attività viene condotta a Villa Miralago dall’educatrice Valeria Ursino.

 

INCONTRI EDUCATIVI

“In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare”. (Don Bosco)

Gli incontri educativi vengono seguiti e ideati dall’educatore che di volta in volta propone tematiche di diverso genere (altruismo, rispetto, vizi capitali come l'invidia, l'ira).

L’educatore sottopone gli argomenti attraverso la lettura di storie, frasi, citazioni e saranno poi gli ospiti della comunità, in genere suddivisi per gruppi mono-sintomatici, a snocciolare le tematiche fino a trasformarle in storie di vita, in disegni, in poesie, canzoni; con toni sempre pacati e di condivisione si crea un atmosfera di serenità e di consapevolezza che spesso spinge i pazienti a riportare emozioni e sensazioni che difficilmente riescono ad esprimere.

Ciò che emerge durante questi incontri è spesso spunto per i colloqui clinici che le ragazze/i affrontano con i loro psicologi di riferimento.

L’incontro educativo è tenuto dall’educatrice Domenica Lo Cascio.