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Attività


IL PERCORSO DI RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE


Presso la Comunità Terapeutico Riabilitativa Villa Miralago il programma riabilitativo nutrizionale prevede l’intervento di un’équipe multidisciplinare formata da diverse figure con specifica competenza nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): sono cinque gli specialisti che si occupano degli aspetti nutrizionali all’interno della struttura, un medico nutrizionista e quattro dietiste.
 
La riabilitazione alimentare prevede una serie di interventi tra loro complementari, che si possono riassumere in:

- Valutazione dello stato nutrizionale;
- Assegnazione di un regime alimentare;
- Pasti assistiti;
- Colloqui nutrizionali individuali;
- Incontri di gruppo (gruppi nutrizionali e psiconutrizionali).

Le regole, i tempi e le ritualità della dimensione comunitaria introducono una modalità di vita nella quale il soggetto può utilizzare le proprie abilità ed elaborare, anziché fuggire, le situazioni di impasse e di difficoltà. In questo modo l’omnipervasività del sintomo può interrompersi o almeno - grazie a una determinata organizzazione della vita quotidiana - condurre a una maggiore governabilità del sintomo e a una limitazione dei suoi effetti deleteri.

 

ALL’INGRESSO IN COMUNITÀ IL PAZIENTE HA UN PRIMO COLLOQUIO NUTRIZIONALE CON IL DIETISTA, DA CUI VENGONO RICAVATE TUTTE LE INFORMAZIONI ANAMNESTICHE UTILI PER IMPOSTARE UN IDONEO E CONDIVISO INTERVENTO DIETOTERAPICO.
 
Il piano alimentare di riferimento viene definito dal medico nutrizionista e dal dietista e viene costruito e modificato durante il ricovero in funzione delle necessità del paziente, sia da un punto di vista fisiologico sia in base alle alterazioni del comportamento alimentare (fobie, iperattività, restrizioni e compensi), allo stato psichico e alla disponibilità al cambiamento da parte del paziente.
 
Lo stato nutrizionale dei pazienti viene periodicamente monitorato. In particolare, si ritiene importante fare una valutazione del paziente al momento dell'ingresso, a metà percorso e alle dimissioni che deve comprendere: 
• peso e statura;
• Bioimpendenziometria (BIA);
• esami ematochimici (albumina, transferrina, elettroforesi proteica, linfociti).
 
Per una valutazione del livello di attività fisica dei pazienti è possibile utilizzare l'accelerometro, che si ritiene indicato nei seguenti casi: 
• calcolo del dispendio energetico e del numero di passi (in caso di iperattività);
• misurazione dell'intensità dell'attività fisica assegnata in struttura ai pazienti;
• calcolo del numero di ore di sonno efficace.
 
Il regime dietetico prescritto agli ospiti della struttura segue l’impostazione di un Menù di Base che varia ogni giorno e ruota su tre settimane. Sono definiti tre differenti livelli di Menù (noti ai pazienti come menù A, B e C). Inoltre, è previsto in condizioni di grave stato di malnutrizione l’impostazione di un regime dietetico sotto forma liquida e semiliquida. Per quanto riguarda le bevande, sono totalmente banditi gli alcolici, i super alcolici e le bevande gassate. Ai pazienti vengono giornalmente fornite mediamente 4 bottigliette d’acqua naturale da 500ml, è inoltre disciplinata anche l’assunzione di caffè. Nell’arco della giornata sono previsti 4 pasti obbligatori: la colazione (8.30 – 9.00), il pranzo (12.30 – 13.30), la merenda pomeridiana (16.30 – 17.00) e la cena (19.00 – 20.00); e 1 pasto facoltativo (spuntino di metà mattina 10.15 – 10.30) a discrezione dell’equipe curante.
 
All’interno del percorso una parte importante è rappresentata dai cosiddetti pasti assistiti: durante la colazione, il pranzo, la merenda e la cena i pazienti sono affiancati da dietiste, educatori e infermieri che sono pronti ad intervenire ad ogni difficoltà durante il pasto. Spesso in questa sede emergono difficoltà, ansie e paure che costituiscono poi materiale su cui lavorare, soprattutto a livello psicologico. è previsto durante il percorso, il passaggio dei pazienti in una seconda sala pasto dove la porzionatura degli alimenti avviene in maniera autonoma utilizzando strumenti di misura casalinghi, come mestolo, schiumarola, ciotola, bicchieri.
 
A Villa Miralago non è prevista l’alimentazione meccanica.


“In ognuno di questi ragazzi, anche il più bisognoso, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.”

Don Bosco

Atelier di arteterapia

Gli atelier di Arteterapia sono trattamenti terapeutici che utilizzano, attraverso l’espressione artistica e altri strumenti visivi, un “linguaggio non verbale”, al fine di promuovere un processo di trasformazione e cambiamento per il raggiungimento di una situazione di maggior benessere fisico, psichico e sociale. Il fare creativo proposto attraverso le attività artistico-terapeutiche, permette al singolo individuo di esprimere il proprio sentire, le proprie emozioni, di incanalare le proprie capacità di comunicazione in uno spazio neutro di non giudizio e nel quale il paziente può esprimersi liberamente. Il “fare” non è finalizzato alla creazione di un prodotto con obiettivo estetico ma come “espressione” di un processo creativo. Chi disegna, dipinge o manipola lascia affiorare in sé dei ricordi o delle immagini che a volte non possono essere espresse solo con le parole; in alcuni casi, infatti, l’importanza di esprimere sentimenti e stati d’animo attraverso il gesto creativo, può divenire un mezzo per iniziare un primo contatto con soggetti bloccati sul piano verbale. Non sono necessarie abilità tecniche ea artistiche. L’Atelier di arteterapia a “Villa Miralago”, è stato pensato e creato appositamente per rispondere alle esigenze della struttura. E’ un percorso d’incontro tra arte e disturbo alimentare, dove l’arte é comunicazione, interazione, relazione, espressione, creazione, immaginazione, poetica, creatività, materia e rielaborazione. Arte come linguaggio espressivo, come ricerca del “senso autentico delle cose e del sé”, quindi arte anche come strumento di terapia. Terapia del buon-essere del ben-essere a diversi livelli: personale, relazionale ed espressivo. Un luogo e un tempo per creare, inventare, sperimentare e sperimentarsi.

Gruppo educazionale

Gli incontri educativi vengono seguiti e ideati dall'educatore che di volta in volta propone tematiche di diverso genere (altruismo, rispetto, cambiamento, ira, senso di colpa, ...). L’educatore sottopone gli argomenti attraverso la lettura di storie, frasi, citazioni e saranno poi i partecipanti al gruppo, a snocciolare le tematiche fino a trasformarle in storie di vita, in disegni, in poesie, canzoni..; con toni sempre pacati e di condivisione si crea un atmosfera di serenità e di consapevolezza che spesso spinge i pazienti a riportare emozioni e sensazioni che difficilmente riescono ad esprimere. Ciò che emerge durante questi incontri è spesso spunto per i colloqui clinici che le ragazze/i affrontano con i loro psicologi di riferimento. L’incontro educativo è tenuto dalla educatrice Domenica Lo Cascio.

Gruppo motivazionale

è un gruppo che lavora sugli aspetti che rendono difficili ogni percorso di cura. Si analizzano in gruppo le resistenze al cambiamento, le difese attuate dalla malattia e le abitudini che rendono faticoso ogni piccolo progresso. Il confronto su queste tematiche permette, invece, di comprendere cosa può esserci al di là del disturbo, cosa si può guadagnare in termini di benessere ed equilibrio. Il lavoro motivazionale si basa su due aspetti imprescindibili: la consapevolezza e il desiderio di cambiare.

Laboratorio di Teatroterapia

Il laboratorio di Teatroterapia è concepito come un percorso di conoscenza del corpo e delle emozioni ad esso legate svolto in un contesto di gruppo e utilizzando le techiche espressive del teatro, della danza e dell'arte.
Ogni percorso di Teatroterapia, della durata di tre mesi circa, affronta alcuni nuclei tematici (spontaneità, armonia, voce e respiro, improvvisazione, azione e reazione, maschera, sentimento, percezione, forma, rito) e li pone in relazione con la parte sana di cui ognuno è portatore.
Al termine del percorso può essere prevista la preparazione di una transizione (spettacolo) intesa come dono e come forma di comunicazione all'esterno di vissuti ed emozioni che il gruppo ha sperimentato nel percorso su di sé.
Il laboratorio si svolge in luogo esterno alla struttura: nei mesi estivi presso un bosco, nei mesi invernali presso la palestra comunale o presso un teatro.
Il laboratorio è condotto da un gruppo di operatori di Villa Miralago con competenze ed esperienza in teatrotearapia, danza moderna, arteterapia, teatro sperimentale, atelier produttivi.
Intorno a questo laboratorio sta nascendo un'associazione senza fine di lucro che raccoglie familiari, operatori ed ex-pazienti, lo scopo dell'associazione è utilizzare il teatro per promuovere iniziative di sensibilizzazione sui DCA.

Proiezioni...terapeutiche

La cineterapia o cinema-terapia (cinema-therapy o movie-therapy) utilizza i film come metafore per realizzare interventi terapeutici di forte impatto e potere. Attraverso la cinema-terapia, il paziente ha la possibilità di esplorare le situazioni e le diverse tipologie di personalità per una maggiore comprensione della vita di relazione, di esaminare temi che riguardano la sua vita interiore e di riconoscere tecniche di problem solving e di coping. Il film può fornire uno strumento di supporto per la comprensione delle convinzioni disadattive e per la ristrutturazione cognitiva. Inoltre, dal momento che galvanizza le emozioni, il film facilita l’insight emotivo, il quale dà la motivazione per proseguire il cambiamento psicoterapeutico. L’assenza di partecipazione motoria durante la visione del film è inversamente proporzionale alla partecipazione interiore e psicoaffettiva. Non potendo esprimersi cinestesicamente, cioè nell’azione, la partecipazione dello spettatore si configura “coenestesicamente”,cioè nella soggettività, determinando un’intensa partecipazione affettiva. Ciò risulta, propedeutico nella cura di pazienti con disturbi alimentari. L’esperienza emozionale del film è effetto del gioco di identificazioni e proiezioni che si verifica durante la visione del film, in cui lo spettatore si immedesima nel personaggio o nella situazione a cui assiste. Lo spettatore, abbandonandosi alla situazione proiettata, omette di attivare i propri meccanismi difensivi, fattori che consentono l’attivazione di estesi processi di identificazione. L’interesse psicologico principale della partecipazione dello spettatore al film risiede proprio in queste identificazioni laterali che rivelano l’atteggiamento interiore reale del soggetto. Se per effetto dell’identificazione lo spettatore è di volta in volta tutti i singoli personaggi, per effetto della proiezione i singoli personaggi ricevono su di sé parti dello spettatore stesso e come tali vengono percepiti. I due meccanismi agiscono contemporaneamente e spesso interferiscono tra loro, tanto che si stabilisce una sorta di commercio o scambio di elementi psichici fra i personaggi e lo spettatore.Nel suo tentativo di comprendere il comportamento dei vari personaggi e di precisarne la personalità, lo spettatore utilizza la propria esperienza ed attribuisce ai personaggi anche elementi propri. L’esposto del modo di vedere un film, della maniera in cui è stato percepito, come sono stati compresi i vari personaggi e le situazioni, i riverberi emotivi e di pensiero che hanno suscitato, i richiami verso i propri ricordi, sono tutti riferimenti psicologici che narrano chiaramente la storia del soggetto, il suo stato attuale, i suoi bisogni interiori, i suoi schemi mentali, le sue idee, il suo rapporto con la realtà.


OBIETTIVI:

• agevolare i partecipanti nel processo di esplorazione delle proprie situazioni e delle diverse tipologie di personalità per una maggiore comprensione della vita di relazione rendendoli spett-attori;

• agevolare l'esplorazione di temi che riguardano la loro vita interiore e permettendo loro di scoprire nuove tecniche di problem solving e di coping;

• migliorare le loro modalità comunicative fornendo loro strumenti per una comunicazione più assertiva ed efficace;

• confronto e accettazione di vissuti eterogenei, pur provenienti dal medesimo stimolo;

• sostenere un’espressione emotiva, individuale e di gruppo, che non utilizzi il corpo come unico canale espressivo.

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I Nostri Eventi


Corso di Formazione Disturbi del Comportamento Alimentare

03

novembre
2017

I Laboratori


I laboratori di Villa Miralago hanno una funzione educativa e ludica e permettono di sperimentare diverse forme artistiche.

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La nostra équipe


L’equipe di Villa Miralago è formata da figure professionali che lavorano condividendo la mission terapeutica.

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