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Attività


IL PERCORSO DI RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE

Presso la Comunità Terapeutico Riabilitativa Villa Miralago il programma riabilitativo nutrizionale prevede l’intervento di un’équipe multidisciplinare formata da diverse figure con specifica competenza nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): sono sei gli specialisti che si occupano degli aspetti nutrizionali all’interno della struttura, un medico, una dietista clinica, coordinatrice dell’equipe e 4 biologi nutrizionisti.   La riabilitazione alimentare prevede una serie di interventi tra loro complementari, che si possono riassumere in:

- Valutazione dello stato nutrizionale; - Assegnazione di un regime alimentare; - Pasti assistiti; - Colloqui nutrizionali individuali; - Incontri di gruppo (gruppi nutrizionali e psiconutrizionali)

Le regole, i tempi e le ritualità della dimensione comunitaria introducono una modalità di vita nella quale il soggetto può utilizzare le proprie abilità ed elaborare, anziché fuggire, le situazioni di impasse e di difficoltà. In questo modo l’omnipervasività del sintomo può interrompersi o almeno - grazie a una determinata organizzazione della vita quotidiana - condurre a una maggiore governabilità del sintomo e a una limitazione dei suoi effetti deleteri.

All’ingresso in comunità il paziente ha un primo colloquio nutrizionale da cui vengono ricavate le informazioni anamnestiche utili per impostare il menù di accoglienza. Durante il ricovero il piano alimentare di riferimento viene definito dal medico e dal nutrizionista sempre in accordo con tutta l’équipe curante. Viene costruito e modificato in funzione delle necessità del paziente, fisiologiche, sintomatiche (fobie, iperattività, restrizioni e compensi), allo stato psichico e alla disponibilità al cambiamento del paziente.

  Il regime dietetico prescritto agli ospiti della struttura segue l’impostazione di un menù che varia ogni giorno e ruota su quattro settimane e sono definiti tre differenti livelli. Inoltre, è previsto in condizioni di grave stato di malnutrizione l’impostazione di un regime dietetico sotto forma liquida e semiliquida con l'utilizzo della nutrizione enterale sia tramite integratori orali sia attraverso sondino naso gastrico. Per quanto riguarda le bevande, sono totalmente banditi gli alcolici, i super alcolici. Nell’arco della giornata sono previsti 4 pasti: la colazione (8.30 – 9.00), il pranzo (13.00 – 14.00), la merenda pomeridiana (17.00 – 17.30) e la cena (19.30 – 20.30); e 1 pasto facoltativo (spuntino di metà mattina 10.15 – 10.30) a discrezione dell’equipe curante.

  All’interno del percorso una parte importante è rappresentata dai cosiddetti pasti assistiti: durante la colazione, il pranzo, la merenda e la cena i pazienti sono affiancati da nutrizionisti, educatori, infermieri e operatori socio sanitari che sono pronti sostenere ed ad intervenire ad ogni difficoltà. E' previsto durante il percorso, il passaggio dei pazienti in una seconda sala pasto dove il paziente sperimenta l’autonomia nelle scelte alimentari e la porzionatura degli alimenti avviene utilizzando strumenti di misura casalinghi, come mestolo, schiumarola, ciotole, bicchieri.

Lo stato nutrizionale dei pazienti viene costantemente monitorato all'ingresso e ogni qualvolta le condizioni cliniche lo richiedano.

La valutazione dello stato nutrizionale comprende: 

Misure antropometriche

Valutazione dell’indice di massa corporea (IMC) con misurazione del peso con bilancia elettronica Kern, e statura con un altimetro Wunder.

Composizione corporea

L'analisi dell'impedenza bioelettrica è stata introdotta per lo studio delle proprietà elettriche di cellule e tessuti ed è stata successivamente estesa al corpo umano per lo studio di funzioni specifiche e della sua composizione. Numerosi studi hanno dimostrato l'utilità dell'analisi dell'impedenza bioelettrica (BIA, bioelectrical impedance analysis) per la valutazione della composizione corporea. I punti di forza della metodica sono rappresentati dall'assenza di invasività, dalla rapidità di esecuzione, dalla facilità d'uso. Durante la misurazione, si resta distesi per qualche minuto su un lettino, in posizione supina. Da un punto di vista tecnico, l'impedenziometria misura la RESISTENZA e la REATTANZA dell'individuo mediante l'uso di due coppie di elettrodi applicati sul dorso del piede e della mano. Lo strumento, tramite un microprocessore, converte i dati bioelettrici del paziente in percentuale di acqua corporea, dalla quale poi ricava le percentuali di massa magra e massa grassa.

Misura del metabolismo di riposo

In nutrizione clinica la calorimetria indiretta è considerata l'esame diagnostico più accurato per la misurazione della spesa energetica a riposo. Le equazioni predittive tradizionali non sono attendibili per determinare le spese energetiche in condizioni di malattia. La metodica offre un approccio scientificamente fondato per personalizzare i bisogni energetici e l’apporto di nutrienti di un paziente per massimizzare i benefici e la terapia nutrizionale. L’Utilizzo della calorimetria indiretta facilità la cura personalizzata del paziente assicurando migliori risultati terapeutici.

Per questo motivo la Struttura di Villa Miralago si avvale della calorimetria indiretta come tecnica di riferimento per calcolare il dispendio energetico a riposo (metabolismo basale). Questa energia, dovuta al mantenimento delle funzioni vitali associata alla termogenesi indotta degli alimenti e alla spesa energetica dovuta all’attività fisica, determina la quantità di energia termica utilizzata dal corpo umano quotidianamente.

La misurazione avviene in posizione supina e respirando in una Canopy ventilata e trasparente per una durata di 30-40 minuti.  

Le condizioni della misurazione sono le seguenti:

-          Digiuno da almeno 5 ore;

-          Inattività fisica ed astensione da caffeina da almeno 4 ore;

-          Astensione dalla nicotina da almeno 1 ora;

-          Ambiente silenzioso.

 Valutazione dell’attività fisica (metabolismo energetico)

 

Per questa misurazione viene utilizzato l'accelerometro (holter metabolico), che si ritiene indicato nei seguenti casi:  • calcolo del dispendio energetico e del numero di passi (in caso di iperattività);  • misurazione dell'intensità dell'attività fisica assegnata in struttura ai pazienti;  • calcolo del numero di ore di sonno efficace.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




“In ognuno di questi ragazzi, anche il più bisognoso, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.”

Don Bosco

Laboratorio di Scrittura

La scrittura, intesa come presa di coscienza di un’azione, è un gesto di conoscenza. La scrittura
non è una dichiarazione di sapere, ma un entrare nel sapere, indagandolo con la pregnanza che ogni
parola fa risuonare. La scrittura è anche un legame con l’altro di sé, con gli altri e con il mondo, è
una tessitura che richiama responsabilità, consapevolezza, precisione. La scrittura è il telaio che
ridisegna un senso che ci pare confuso. La scrittura è una continua domanda su ciò che si scrive.
Non si scrive quello che si sa, si scrive quello che non si sa, è un atto di indagine e di rivelazione che
può avvenire solo nel gesto, perché il corpo si prende una responsabilità affermativa.
La scrittura biografica diventa strumento di cura nella misura in cui la biografia narrata e
condivisa rientra in un percorso terapeutico e lo affianca. Lungi dall’essere mero diario
autoreferenziale, con adeguati stimoli e disponibilità all’approfondimento, è un solco tracciato nella
propria memoria, nelle relazioni che definiscono il sé, anche attraverso il linguaggio. Per scrivere
frammenti della propria biografia bisogna uscire da sé e rileggersi, e questo movimento permette
di elaborare vissuti e nodi cruciali.
METODOLOGIA
Si costruisce un percorso legato alla tipologia del gruppo, che possa lavorare su due binari, lo
sviluppo della narrazione di fantasia, che comunque non può prescindere dalle coordinate
esistenziali personali, e una scrittura più diretta al proprio vissuto.
Si utilizzano strumenti delle diverse discipline artistiche (musica, pittura, poesia, cinema, …),
occasioni del quotidiano e differenzi codici linguistici (dal telegramma alla lettera, dal racconto al
gioco, …).
Si effettua un laboratorio settimanale di circa due ore.
OBIETTIVI
Gli obiettivi sono soprattutto individuali e legati al proprio percorso di cura. Si possono tuttavia
predefinire alcuni macro obiettivi, che sono specifici del lavoro con la scrittura:
ü La cura di sé, l’autovalutazione, l’autoefficacia
ü L’elaborazione di un significato
ü La scoperta di uno spazio privilegiato
ü Il rinforzo della consapevolezza
Con la scrittura e la condivisione in un gruppo inoltre, si ha la possibilità di vedere, leggere e sentire
aspetti inediti di sé, per incontrare e incontrarsi, conoscere i propri linguaggi, per com-prendere
cosa diciamo con le parole e con il corpo. Scrivere per leggersi.

Atelier di arteterapia

Gli atelier di Arteterapia sono trattamenti terapeutici che utilizzano, attraverso l’espressione artistica e altri strumenti visivi, un “linguaggio non verbale”, al fine di promuovere un processo di trasformazione e cambiamento per il raggiungimento di una situazione di maggior benessere fisico, psichico e sociale. Il fare creativo proposto attraverso le attività artistico-terapeutiche, permette al singolo individuo di esprimere il proprio sentire, le proprie emozioni, di incanalare le proprie capacità di comunicazione in uno spazio neutro di non giudizio e nel quale il paziente può esprimersi liberamente. Il “fare” non è finalizzato alla creazione di un prodotto con obiettivo estetico ma come “espressione” di un processo creativo. Chi disegna, dipinge o manipola lascia affiorare in sé dei ricordi o delle immagini che a volte non possono essere espresse solo con le parole; in alcuni casi, infatti, l’importanza di esprimere sentimenti e stati d’animo attraverso il gesto creativo, può divenire un mezzo per iniziare un primo contatto con soggetti bloccati sul piano verbale. Non sono necessarie abilità tecniche ea artistiche. L’Atelier di arteterapia a “Villa Miralago”, è stato pensato e creato appositamente per rispondere alle esigenze della struttura. E’ un percorso d’incontro tra arte e disturbo alimentare, dove l’arte é comunicazione, interazione, relazione, espressione, creazione, immaginazione, poetica, creatività, materia e rielaborazione. Arte come linguaggio espressivo, come ricerca del “senso autentico delle cose e del sé”, quindi arte anche come strumento di terapia. Terapia del buon-essere del ben-essere a diversi livelli: personale, relazionale ed espressivo. Un luogo e un tempo per creare, inventare, sperimentare e sperimentarsi.

Gruppo educazionale

Gli incontri educativi vengono seguiti e ideati dall'educatore che di volta in volta propone tematiche di diverso genere (altruismo, rispetto, cambiamento, ira, senso di colpa, ...). L’educatore sottopone gli argomenti attraverso la lettura di storie, frasi, citazioni e saranno poi i partecipanti al gruppo, a snocciolare le tematiche fino a trasformarle in storie di vita, in disegni, in poesie, canzoni..; con toni sempre pacati e di condivisione si crea un atmosfera di serenità e di consapevolezza che spesso spinge i pazienti a riportare emozioni e sensazioni che difficilmente riescono ad esprimere. Ciò che emerge durante questi incontri è spesso spunto per i colloqui clinici che le ragazze/i affrontano con i loro psicologi di riferimento. L’incontro educativo è tenuto dalla educatrice Domenica Lo Cascio.

Gruppo motivazionale

è un gruppo che lavora sugli aspetti che rendono difficili ogni percorso di cura. Si analizzano in gruppo le resistenze al cambiamento, le difese attuate dalla malattia e le abitudini che rendono faticoso ogni piccolo progresso. Il confronto su queste tematiche permette, invece, di comprendere cosa può esserci al di là del disturbo, cosa si può guadagnare in termini di benessere ed equilibrio. Il lavoro motivazionale si basa su due aspetti imprescindibili: la consapevolezza e il desiderio di cambiare.

Laboratorio di Teatroterapia

Il laboratorio di Teatroterapia è concepito come un percorso di conoscenza del corpo e delle emozioni ad esso legate svolto in un contesto di gruppo e utilizzando le techiche espressive del teatro, della danza e dell'arte.
Ogni percorso di Teatroterapia, della durata di tre mesi circa, affronta alcuni nuclei tematici (spontaneità, armonia, voce e respiro, improvvisazione, azione e reazione, maschera, sentimento, percezione, forma, rito) e li pone in relazione con la parte sana di cui ognuno è portatore.
Al termine del percorso può essere prevista la preparazione di una transizione (spettacolo) intesa come dono e come forma di comunicazione all'esterno di vissuti ed emozioni che il gruppo ha sperimentato nel percorso su di sé.
Il laboratorio si svolge in luogo esterno alla struttura: nei mesi estivi presso un bosco, nei mesi invernali presso la palestra comunale o presso un teatro.
Il laboratorio è condotto da un gruppo di operatori di Villa Miralago con competenze ed esperienza in teatrotearapia, danza moderna, arteterapia, teatro sperimentale, atelier produttivi.
Intorno a questo laboratorio sta nascendo un'associazione senza fine di lucro che raccoglie familiari, operatori ed ex-pazienti, lo scopo dell'associazione è utilizzare il teatro per promuovere iniziative di sensibilizzazione sui DCA.

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I Nostri Eventi


Il Dott. Leonardo Mendolicchio ospite
a "La Vita in Diretta"

03

luglio
2019

I Laboratori


I laboratori di Villa Miralago hanno una funzione educativa e ludica e permettono di sperimentare diverse forme artistiche.

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La nostra équipe


L’equipe di Villa Miralago è formata da figure professionali che lavorano condividendo la mission terapeutica.

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